Giugno 2010
| Scegliere di partire per un progetto di volontariato, per sei mesi, in un altro continente, lontano da casa, dove parlano un’altra lingua e vivono altre tradizioni, senza aver terminato la carriera universitaria, non è stata una scelta facile o scontata. Seppure la decisione l’abbia presa in poco tempo e senza troppe remore, quando è stata ora di partire i dubbi, poco a poco, hanno iniziato a presentarsi nella mia mente e a pormi domande allle quali non trovavo risposte certe. Alla fine la voglia di fare qualcosa di più, di utile per me e se possibile per gli altri, mi ha dato la forza per mettere in valigia libri e vestiti, impacchettare ansie, insicurezza e paure, fiduciosa di poterle superare una volta di là dall’Oceano. E’ così, che quasi senza accorgermene, a Novembre sono salita su un aereo con destinazione Lima; dopo qualche giorno nella capitale, mi sono diretta sulle Ande e ho conosciuto Huaraz, capitale della regione Ancash, sede della casa che mi avrebbe ospitato e dove avrei svolto le mie attività per i restanti mesi. Oggi, trascorsi quasi sei mesi, sono incredula, una volta in più, al realizzare quanto velocemente trascorre il tempo e al vedere come quando ti proponi di aiutare gli altri, in conclusione sei tu quello che riceve di più. | ![]() |
| Arrivare in una casa che accoglie bambini con varie difficoltà, in veste di volontario di Psicologi senza Frontiere, inizialmente può spaventare o preoccupare uno studente universitario: chi ti accoglie si aspetta professionisti in grado di fronteggiare i problemi dei bambini e poterli aiutare a livello professionale. E’ molto importante chiarire a se stessi e agli altri i propri “limiti” e stabilire i confini del campo d’azione; una volta fatto ciò, ci si possono solo rimboccare le maniche ed iniziare a rendersi utili laddove si riesce e si può. E’ stato così che giorno dopo giorno, ho trovato il mio spazio dentro la casa e, dopo un periodo di paziente osservazione, ho potuto finalmente anch’io iniziare a “fare” e muovermi con maggiore autonomia. A questi bambini mancano veramente tante cose, per questo anche quella più piccola che puoi donare loro, diventa importante, ancora di più se non si tratta di oggetti, ma di tempo e attenzioni dedicate quotidianamente, pazienza e dedizione, fiducia e conforto. Potrebbero forse sembrare frasi fatte o parole vuote, ma è incrociando gli sguardi tristi, consolando i pianti improvvisi, trattenendo l’urlo ed esercitando pazienza, che ogni giorno mi sono resa conto quanto sia difficle dedicarsi agli altri, insegnare a chi non sa, poter fare qualcosa di realmente utile per queste giovani creature spesso indifese e talvolta inevitabilmente trascurate. Conoscere i genitori, ascoltare le parole piene di affetto per i loro figli e il dispiacere per non poterli aiutare e sostenere come vorrebbero a causa dei problemi familiari o delle difficoltà economiche, mi ha fatto capire quanto questi bambini non siano abbandonati come a prima vista potrebbe sembrare, ma che spesso le famiglie non hanno i mezzi economici, sociali o culturali per comportarsi in altro modo. | |
| Ora che la mia esperienza sta volgendo al termine, fatico a trattenere la voglia di restare qui ancora per qualche tempo, mi riesce difficile pensare di salutare questi bambini e rispondere un sì certo quando mi chiedono teneramente se tornerò. In questi mesi si è stabilito sicuramente un bel legame, unico e particolare con ciascuno di loro; i bambini della casa, si stanno ormai abituando al fatto che i volontari stranieri che arrivano, dopo un periodo lascino la casa, anche se faticano ad accettarlo e sempre insistono perchè una persona rimanga; è fondamentale pertanto non creare nessun tipo di dipendenza rischiando di far vivere ai bambini sofferenze per distacchi che non sarebbero in grado di affrontare. Sarebbe molto importante riuscire a dare continuità all’appoggio dei volontari, far sì che studenti dell’università di Padova possano seguire e appoggiare con costanza il progetto, aiutando i bambini a non sentirsi abbandonati, sostenendo gli operatori nell’ importante lavoro di supporto e facendo sì che il lavoro dei volontari che passano per la casa non si limiti ad un breve periodo, ma posa essere continuato e quindi più utile ed efficace. | ![]() |



