SUMMER CAMP 2011
Viaggio e processi migratori: parallelismo per conoscere l’Argentina con gli occhi degli Altri

PERIODO: 21 LUGLIO - 11 AGOSTO 2011 (22 giorni -21 notti)

DEAD LINE PER L'ISCRIZIONE E PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA: 1 giugno 2011

NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI AMMESSI: 10


OBBIETTIVI: Introduzione al lavoro dello psicologo nella cooperazione internazionale e nello specifico dell'intervento sui processi migratori. Conoscenza del Paese target.

TRAINER SUL CAMPO: Saranno disponibili full time due trainer, uno che accompagnerà e organizzerà dall'Italia il campo e seguirà il campo ed il Trainer responsabile in Argentina la dott. Martini Maini (CV).

SELEZIONE: Il campo è aperto a tutti, anche a non Psicologi, ma è particolarmente indicato per Studenti Universitari in materie Psicologiche o affini.
In caso di superamento dei posti disponibili (10) saranno valutate le esperienze sul campo e quelle Universitarie ai fini di selezioneare il gruppo in partenza.

PREPARAZIONE PRE-PARTENZA: La dottoressa Martina Maini, Trainer sul campo, seguirà  nel periodo prepartenza la formazione dei partecipanti e risponderà ad ogni richiesta attraverso strumenti on-line.

COSTI: il pacchetto formativo per i 22 giorni è offerto per i soli soci PSF a € 1.500. Include formazione, materiali formativi, assicurazione, trasporti interni, larga parte di vitto e alloggi in loco.

MAGGIORI INFORMAZIONI: il progetto (pdf), programma dettagliato (pdf)

Dal 21 Luglio al 30 Luglio:BUENOS AIRES

I primi nove giorni di viaggio si svolgeranno nella capitale dell’Argentina, Buenos Aires. Saranno dedicati all'approfondimento della cultura argentina e alla scoperta delle sue forti radici italiane.
Da una visita generale della capitale, ci si focalizzerà, successivamente, sui quartieri di San Telmo e la Boca; quest’ultimo, fondato da italiani nei primi del ‘900, oggi è sede di un meltin pot etnico culturale ricco di contrasti. Sono previsti incontri con Organizzazioni Non Governative, istituzioni e movimenti popolari operanti nel settore immigrazione; con loro si ricostruirà il panorama argentino meta, nel passato e nell’attualità, di forti flussi migratori.

A livello psicologico si intervisteranno diversi professionisti impegnati nella gestione delle problematiche derivanti da situazioni precarie e di povertà. Tramite testimonianze, interviste e attività pratiche da svilupparsi nelle realtà visitate, si offre la possibilità di comprendere concretamente e da dentro alcune dinamiche sociali fondamentali per capire Buenos Aires.
Si prevedono incontri con professionisti della UBA (Università di Buenos Aires) e del CEMLA (Centro di studi migratori latinoamericani) che aiuteranno la comprensione delle problematiche sociali di parte della sua popolazione.

31 Luglio - 2 Agosto: VILLA ANGELA, CHACO

Spostandosi verso il Nord dell’Argentina, il gruppo si fermerà due giorni nello stato del Chaco: uno dei territori più poveri dell’Argentina in cui le risorse ambientali e sociali sono scarse e obbligano la popolazione a una emigrazione interna verso altre zone più favorevoli.
In questo contesto il Municipio di Villa Angela, città a 250 kilometri dalla capitale Resistencia, sta implementando una serie di progetti atti a contrastare l’emigrazione, permettendo alla popolazione locale di rimanere nel suo territorio e sviluppare una vita degna senza doversi muovere. Si visiterà il progetto e lo spazio filantropico di una Organizzazione Non Governativa argentina.

2 Agosto - 8 Agosto: NORD ARGENTINO (Salta, Jujuy, Humahuaca, Iruya)

Dal 2 all’8 Agosto il nord argentino e in particolare le province di Salta e San Salvador de Jujuy ospiteranno la tappa successiva del viaggio, in cui si alterneranno momenti di attività con le popolazioni locali e spazi di scambio con professionisti e rappresentanti delle comunità indigene. Il Nord è un territorio di passaggio, meta di costanti flussi migratori provenienti principalmente da Bolivia e Perù.

A Jujuy si incontreranno professionisti che studiano il fenomeno migratorio in aree di frontiera. Illustreranno le risorse locali per accudire il migrante e la relazione con le comunità indigene locali.Il Nord è il territorio di numerose comunità indigene autoctone estremamente legate alla propria madre terra (pachamama) che rifiutano qualsiasi processo di emigrazione.

Attraversando la Quebrada di Humahuaca (strada tra le montagne), il gruppo arriverà a Iruya, crocevia tra le montagne e punto di contatto per ventitré comunità indigene (koya). Il viaggio continuerà fino a una di queste comunità indigene, isolata e molto legata alle proprie radici culturali. Si visiteranno i progetti realizzati da un’Organizzazione non Governativa italiana in loco e si svilupperanno laboratori puntuali nella scuola rurale presente nella comunità. Diversi saranno gli attori coinvolti che accompagneranno, orienteranno e guideranno il gruppo nei processi d’interscambio e conoscenza reciproca.
Una volta tornato a Buenos Aires, il gruppo avrà la possibilità di fermarsi e riflettere sulle esperienza vissute. Il tutor responsabile del campo estivo accompagnerà in ogni momento i partecipanti, curando la parte logistica e organizzativa. Quando necessario, il tutor fungerà da traduttore anche se si richiede ai partecipanti una conoscenza minima del castigliano; saranno numerosi gli incontri con persone attive nelle realtà visitate e una traduzione simultanea continua impoverirebbe l’esperienza.
Fondamento necessario del campo è che il gruppo stesso sia il protagonista dell’esperienza intera, insieme alle realtà che si visiteranno. Negli ultimi due giorni di viaggio, si penserà a come dare continuità a quanto visitato e conosciuto perché non rimanga un “bel momento” isolato.
È responsabilità di ognuno farsi portavoce di quanto conosciuto e sperimentato perché le iniziative che funzionano e che ottengono risultati concreti abbiano il diritto di essere divulgate e possano continuare e migliorare sempre più. La curiosità, l’entusiasmo e il rispetto saranno gli ingredienti ottimali per la riuscita del campo.