SERIOUS GAMES I VIDEOGAMES DEDICATI AI RAGAZZI CHE NON VOGLIONO FARSI MALE CON LE SOSTANZE
E’ possibile usare le nuove tecnologie per aggiornare e migliorare l’efficacia degli interventi di prevenzione e di riduzione dei rischi e dei danni correlati al consumo di sostanze ? Psicologi Senza Frontiere ne è convinta e per questo ha realizzato alcuni strumenti che possono essere facilmente utilizzati dagli operatori del settore negli interventi sul campo e negli incontri con i giovani consumatori di sostanze. Sono passati ormai due decenni da quando, con la diffusione massiccia di party drugs, gli operatori della notte e gli educatori dei centri giovanili hanno cominciato a diffondere materiale informativo intervenendo nei luoghi del consumo e negli spazi di aggregazione. Nel frattempo molte cose sono cambiate, in particolare nel campo dei nuovi media e nelle modalità con cui le nuove generazioni acquisiscono ed elaborano informazioni, imparano a modificare i propri comportamenti, sono motivati ad accrescere le proprie conoscenze. Ma nella maggioranza dei casi il materiale e gli strumenti informativi riguardanti le sostanze e la loro pericolosità sono rimasti fondamentalmente gli stessi.
Per superare questo gap Psicologi Senza Frontiere - in stretta collaborazione con lo Human Technology Lab (HTLab) dell’Università di Padova, che ne è il principale artefice e li ha materialmente realizzati - ha ideato alcuni videogame dedicati alle sostanze ed alla promozione del benessere. Non si tratta di semplici giochi che hanno l’obiettivo di far divertire i ragazzi, stiamo infatti parlando di serious games: applicazioni digitali che utilizzando la dimensione ludica sanno veicolare contenuti molto seri ed importanti, quali appunto quelli riguardanti le sostanze ed il loro consumo.
Il più recente tra questi è What the dope, creato grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea (NEWIP, www.safernightlife.org) e progettato per essere utilizzato anche all’interno di party, festival e rave, contesti dove rumore, confusione e atmosfera non facilitano il coinvolgimento dei partecipanti in attività che richiedono un’attenzione sostenuta. Il gioco, invece, consente un’esperienza divertente che facilita l’interazione con gli altri giocatori - si tratta infatti di un multiplayer game – e con gli operatori, per scambiarsi idee, elaborare informazioni, ragionare sui consumi e i comportamenti. What the dope, realizzato con grafiche e sonorità ispirate all’estetica dei videogames e dell’electrodance, è presentato su grande schermo attraverso un proiettore collegato ad un pc e si gioca con controller tipo playstation. I giocatori - che devono rispondere ad un set di domande guadagnando punti e bonus - sono esposti ad informazioni sulle sostanze, la loro storia e i loro miti, i loro effetti a breve e lungo termine, i possibili danni, le implicazioni legali, i comportamenti tipici della vita notturna e delle situazioni festaiole, comprese questioni riguardanti la guida e la sessualità. Inoltre sono affrontati i temi dell’aiuto, del sostegno e del primo soccorso agli amici in caso di necessità e tutto quanto può facilitare lo svolgersi di una notte sicura, dove l’obiettivo ricercato è il benessere e non lo sconvolgimento sfrenato.
Il gioco è stato progettato e costruito attraverso un processo partecipato che ha coinvolto giovani, studenti e frequentatori di party e della scena rave operatori ed esperti, professionisti dei Sert. Una pluralità di attori che ha garantito l’appropriatezza dei linguaggi utilizzati, la credibilità e l’affidabilità delle informazioni veicolate e delle situazioni presentate, la coerenza con l’obiettivo di accrescere conoscenza e consapevolezza rispetto al mondo della notte e agli atteggiamenti e comportamenti con cui lo si attraversa.
Inoltre è realizzato con un’architettura che consente di regolare la durata, la difficoltà e le situazioni presentate in base al target di riferimento, dai giovanissimi alle prime esperienze fino ai raver incalliti.
La ricchezza delle sue immagini e dei suoi contenuti, trattati attraverso 1300 domande e risposte, è tale da prestarsi anche per la formazione degli operatori. Il gioco è stato testato durante alcuni festival internazionali, party e rave durante il 2012 e il 2013 e alla luce del processo di valutazione realizzato con i diversi giocatori è stato successivamente rivisto per la versione attuale.
Essendo parte di un progetto europeo, che ha coinvolto numerosi gruppi di peer e operatori della notte di diversi paesi, è tradotto e utilizzabile in inglese, francese, spagnolo, tedesco e portoghese.
Altri due giochi, Videodope e Happy Farm, meno elaborati ma altrettanto efficaci, sono stati realizzati precedentemente. Contengono meno informazioni pur riuscendo ad indagare con efficacia il mondo delle sostanze e le insidie che lo caratterizza. Diretti ad un pubblico più giovane e meno trasgressivo, si prestano anch’essi a momenti di formazione e di incontro, nelle scuole, nei luoghi di aggregazione e durante le serate di divertimento.

I giochi sono a disposizione di tutti coloro che sono interessati a sperimentare le tecnologie persuasive nel lavoro con i giovani ed i consumatori. Psicologi Senza Frontiere è disponibile ad inviare i propri operatori presso i contesti e gli eventi in cui i serious games possono essere utilizzati e apprezzati. Inoltre possono essere gratuitamente acquisiti – disponendo degli strumenti minimi per farli girare – previa una formazione di base per imparare ad utilizzarli in modo appropriato.